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Nel cuore della civiltà barocca europea

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Per il primo concerto pubblico del XXVI Corso di Formazione Orchestrale Barocca e Classica organizzato dall’Academia Montis Regalis, l’orchestra dei “Giovani dell’Academia Montis Regalis” era diretta dal maestro Barthold Kuijken, considerato il massimo esperto del flauto traverso barocco, che con l’Academia Montis Regalis, nel 2001, ha inciso i concerti di Vivaldi per flauto e archi. L’orchestra comprendeva, oltre ai corsisti per gli strumenti ad arco e il cembalo,  anche strumenti a fiato (flauti traversieri, oboi, fagotto) richiesti dai brani inseriti in programma, “tesori del Grand Siècle francese”, caratterizzati appunto da una grande varietà timbrica che ne rende particolarmente piacevole l’ascolto. Il concerto è stato preceduto dalla presentazione storico-musicale di Giovanni Tasso, che per ogni autore ha fornito informazioni utili alla comprensione della sua musica, sottolineando la centralità del “gusto francese” nella civiltà barocca europea. Di Lully, coreo...

Rifrazioni d'amore e di tenebra in una scatola nera

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  Amos Oz,   La scatola nera , Milano, Feltrinelli 2007 Anche questo romanzo è  una storia di amore e di tenebra  (come si intitola il romanzo autobiografico del 2002), una storia che dimostra quanta crudeltà, quante tenebre abitino l’amore, quanto più l’amore è passione incandescente e assoluta, inestricabile groviglio di contraddizioni – ma in senso stretto non è un “romanzo”, ossia un testo in cui un narratore, in prima o in terza persona, riferisce gli eventi vissuti in un certo tempo e luogo da uno o più personaggi. Si tratta di una raccolta di lettere, intervallate di quando in quando da scritti non epistolari: appunti, estratti di articoli di giornale, relazioni di periti. Il tempo e il luogo sono indicati dalla datazione delle lettere: la prima è scritta a Gerusalemme il 5-2-1976, l’ultima il 28-10-1976, ma alcune missive provengono da altre località di Israele o dall’estero (Chicago, Berlino, Londra). Non mancano sontuose descrizioni paesaggistiche nelle let...

Il mio '68

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Avevo solo quindici anni quell’anno, e abitavo “alla periferia dell’impero”, in una sonnolenta cittadina di una sonnolenta provincia dell’Italia nord-occidentale, appena lambita dalle ondate della contestazione giovanile che saliva come una marea a sommergere istituzioni, costumi, tradizioni. Più che partecipare attivamente al movimento sessantottesco, l’ho guardato da lontano e… ne ho goduto i frutti. E per “frutti” non intendo i cambiamenti “materiali” che hanno immediatamente investito la scuola, come l’abolizione dell’esame tra la V ginnasio e la I liceo, la riforma dell’esame di Maturità, l’abolizione delle limitazioni di accesso all’università, ma la nuova “aria” che si respirava a scuola, in famiglia, all’università. Il venir meno dell’autoritarismo un po’ sadico nei rapporti tra adolescenti e adulti, della pretesa di un’obbedienza cieca e assoluta, dell’ ipse dixit , e un maggior rispetto per le opinioni, le esigenze, la voce dei giovani, e in particolare delle giovani. Bisogna...

Come se Luigi Santucci...

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Come se Luigi Santucci fosse Thomas Mann… È impossibile infatti non accostare il romanzo  Come se  di Santucci (Mondadori, 1973) a  La montagna magica  di Mann (1924), di cui rappresenta una traduzione-riduzione-adattamento a un’altra lingua, a un altro tempo – una riscrittura su scala minore, la trascrizione per violino di una grandiosa sinfonia. La polifonia viene mantenuta, ma il numero delle voci – dei personaggi – è drasticamente ridotto, così come quello dei temi e delle pagine, come lo spessore e la complessità del romanzo. Rimane il fascino legato alla montagna, alla musica e… all’omaggio al grande scrittore tedesco – che non può essere casuale. Come se , ambientato negli anni 1935/36, si apre e si chiude su una situazione estrema, liminare tra vita e morte: un uomo, un famoso compositore, è caduto in alta montagna, in un “cucchiaio di neve” e viene salvato dal suo cane, all’inizio; alla fine, quell’uomo torna in montagna con quel cane, a cercare lo stesso “c...

Griselda racconta...

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Bravo quel Dioneo, il ragazzo che nel   Decameron   di Giovanni Boccaccio racconta la mia storia nell’ultima novella dell’ultima delle dieci giornate,   la centesima novella . Bravo perché, come tutti i novellatori del libro, sa raccontare “bene”, cioè con il giusto ritmo, avvincendo il lettore (gli ascoltatori, nella finzione boccacciana) con un   crescendo   di tensione che alla fine sfocia o in una risata o in un pianto o in un senso di sollievo. Bravo Dioneo, che per una volta rinuncia al suo privilegio di poter raccontare quello che vuole senza tener conto del tema assegnato alla giornata, e narra – come previsto –  una storia in cui qualcuno «liberalmente o vero magnificamente alcuna cosa operasse intorno a’ fatti d’amore o d’altra cosa». Solo che quel qualcuno non è Gualtieri, il marchese di Saluzzo, il protagonista della novella, ma sono io, sua moglie… E Dioneo tra le righe lo fa capire, si schiera dalla mia parte: in apertura infatti qualifica com...

Intrecci barocchi

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“Intrecci barocchi”, il logo che compare sul programma di sala, allude alla fruttuosa collaborazione musicale instauratasi tra l’ Academia Montis Regalis , l’Accademia “Stefano Tempia”, il Coro “Ruggero Maghini” e i “Musici di Santa Pelagia” all’interno del   Festival dei Saraceni , ma poteva essere a buon diritto il titolo del concerto di fine corso tenuto a Pamparato sabato 14 luglio, nella splendida chiesa di San Biagio, dagli allievi di canto (seguiti dalla prof. ssa Roggero), di flauto traversiere (prof.ssa Odling), di violino barocco (M.stro Casazza) e di vocalità corale (M.stro Popolani). Due gli autori in programma: il tedesco Johann Christoph Pepusch (1667-1752) e l’italiano Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736). Di Pepusch è stato interpretato il concerto op.8 n. 6 per due flauti, due violini e basso continuo, che si apre con un   adagio   caratterizzato da un dialogo intenso e delicato tra violini e flauti; un breve e melodioso   allegro   a canone ...

Le stagioni delle parole

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N. Duberti,   Le stagioni delle cose , Genesi editrice, Torino 2018 Se il titolo ideale deve formulare la domanda a cui il testo dà la risposta, il titolo e i sottotitoli di questo piccolo capolavoro di Nicola Duberti sono perfetti. Quali sono infatti  Le stagioni delle cose ?  La stagione del ballo ,  La stagione delle bambole, La stagione del vino, La stagione della scienza, La stagione del viaggio, La stagione dei bilanci . I titoli delle sei sezioni del libro sono contemporaneamente risposta e domanda: in quanto domanda riceveranno risposta dalle poesie, a loro volta dotate di un titolo, che ne è parte integrante e ne orienta la lettura, come gli accidenti in chiave sul pentagramma indicano la tonalità di un brano musicale. E in senso musicale si può intendere la dicitura in esergo su “tempo e tempi”… Le poesie non  vanno quindi lette ciascuna-per-sé, ma come tessere di un mosaico – o cellule di un tessuto – che solo nel disegno d’insieme acquisisc...