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Il villaggio e la bambina

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M. Corona,  Storia di Neve,  Milano, Mondadori, 2008 Se a prima vista le 817 pagine del romanzo  Storia di Neve  di Mauro Corona suscitano perplessità, questa si dilegua come neve al sole già dalle prime pagine, davanti al “gelo da castigo”, alle cascate che parevano “colonne di marmo azzurro” o “balene imbalsamate”, alle “montagne di ghiaccio”, al “pugno dell’inverno”, alle acque che dentro i blocchi di ghiaccio gorgogliano “come se si chiamassero una con l’altra, come se volessero parlottare per ingannare il tempo e far passare in fretta quelle lunghe, gelide, interminabili notti invernali”: davanti cioè a una scrittura profondamente originale, che attraverso il ricorso costante a metafore, similitudini, personificazioni, sinestesie dà anima alle cose e si crea una lingua potente, che affascina e attanaglia, ma con discrezione. Nel senso che il fascino dello stile – e per me la seduzione della montagna – sono controbilanciati da una trama a maglie larghe, che non t...