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Louise Glück, mito con variazioni

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I miti classici, si sa, parlano di noi, ci raccontano le verità più profonde e oscure e continuano a farlo, dalla notte dei tempi, purché si sappia “interpretarli”. “Interpretarli” in senso musicale, come uno spartito ritrovato in fondo a un polveroso baule, da eseguire e far risuonare di nuovo: è quanto realizza mirabilmente il Premio Nobel per la Letteratura 2020 Louise Glück nella raccolta poetica Averno (trad. it. di Massimo Bacigalupo per le edizioni Il Saggiatore, Milano 2020), con una musica scabra e perentoria, tagliente e nitida come un mattino invernale. Il mito a cui il titolo stesso allude (l’Averno, laghetto vulcanico vicino a Napoli, era considerato dagli antichi l’entrata dell’aldilà) è quello di Persefone, figlia della dea della Terra Demetra, rapita dal dio degli Inferi Ade. La madre, disperata, invocò l’aiuto di Zeus che, impietosito, stabilì che Persefone ritornasse sulla terra con la madre in primavera e in estate, e vivesse sottoterra con Ade in autunno e in invern...

In giardino con Louise Glück

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  " Mi nascondo all’interno del mio fiore”… Questo verso di Emily Dickinson, I hide myself within my flower, deve essere stato presente alla mente di Louise Glück quando componeva le poesie della raccolta L’iris selvatico , uscita negli USA nel 1992 (dove ottenne il premio Pulitzer) e tradotta in italiano da Massimo Bacigalupo per il Saggiatore nel 2020, in occasione del conferimento del premio Nobel alla poetessa americana “per la sua inconfondibile voce poetica che con austera bellezza rende universale l’esistenza dell’individuo”. La Glück infatti si nasconde all’interno non solo dell’iris selvatico, che dà il titolo al libro e alla lirica d’apertura, ma anche dentro tutti gli altri fiori a cui intitola un componimento, dal lamio all’ipomea, dai gigli alla rosa, rivelando un’appassionata competenza botanica ma soprattutto cedendo loro la parola, con una originalissima, straniante dislocazione del punto di vista. Da questa prospettiva non-umana, che in molti testi è addirittura q...

Il grande repertorio barocco europeo a Mondovì, grazie all'Academia Montis Regalis

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Un concerto di musica antica, come quelli dell’Academia Montis Regalis (questa volta diretta da Fabio Bonizzoni), è sempre un concentrato di storia della musica europea: in questo caso, della musica barocca d’Oltralpe, tra Germania, Francia e Gran Bretagna, rappresentate rispettivamente da Bach, Muffat e Purcell. Apre il concerto la suite bachiana in sol minore BWV 1070, che gli esperti in realtà attribuiscono al figlio maggiore di Johann Sebastian, Wilhelm Friedemann: in effetti, in tutti i movimenti ci sono elementi – quali sospiri a eco, imponenza tumultuosa, dolcezza inquieta, impazienza di liberarsi delle pastoie della polifonia, che mal si addicono al cantor di Lipsia… Del secondo autore in programma, Georg Muffat, la ciacona dal concerto grosso Propitia Sydera è un rincorrersi di onde verso la spiaggia o di uccelli in volo nel bosco; ad ogni ritorno dei vari temi si spalancano panorami sempre diversi, in un intreccio di masse sonore che si scambiano continuamente di posto; l...

Casa Buddenbrook

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Ricorrono quest’anno i 125 anni dalla pubblicazione dei   Buddenbrook , il romanzo d’esordio di Thomas Mann (Lubecca, 6 giugno1875 – Kilchberg, presso Zurigo, 12 agosto 1955): per l’occasione, "Capoverso" rilegge   I Buddenbrook   da una prospettiva obliqua, avendo come filo conduttore un particolare ambiente tra gli innumerevoli che in esso sono descritti, vale a dire le   case   dei Buddenbrook. Se il sottotitolo del romanzo nell’originale è “decadenza di una famiglia” ( Verfall einer Familie ), si può ben dire che tale declino sia plasticamente proiettato nella vicenda delle case che la ricca famiglia di commercianti di Lubecca, protagonista del romanzo, di volta in volta abita e abbandona. Il romanzo si apre con una festa sfavillante di candele e animazione, la festa per l’inaugurazione della casa,  l’ampia antica casa della Mengstraße, che la ditta “Johann Buddenbrook” aveva comperato negli ultimi tempi e che la famiglia abitava da non molto . Con ques...

Lo sguardo apocalittico di Silvia Rosa

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  Abbiamo fatto una magia – guarda ”; “La progressione del grigio è compiuta – guarda ”. L’ultima raccolta poetica di Silvia Rosa ( Tutta la terra che ci resta , Vydia editore 2022) si apre e si chiude con la ripetizione dell’imperativo guarda , in corsivo, rivolto al lettore come un’esortazione e un avvertimento: quelle che tiene fra le mani non sono liriche “tradizionali”, ma piuttosto fotografie realizzate con le parole. Sembra impossibile “fotografare con le parole”, dato che la poesia – come la musica – è un’arte essenzialmente temporale, mentre la fotografia – come la pittura – ha natura meramente spaziale, eppure Silvia Rosa è uscita fulgidamente vittoriosa dall’ardua sfida che si era posta, ha costruito la sua silloge poetica come se fosse un album fotografico in bianco e nero, riducendo al minimo nei suoi testi la dimensione temporale e la presenza dell’io: ha utilizzato verbi per lo più al presente e in prima persona plurale, nell’intento appunto di “fotografare” con le...

Il tempo e la bellezza, tra fisica e poesia

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Sulla mia scrivania si trovano in questo momento due libri diversissimi fra loro: l’ultima raccolta bilingue del poeta Remigio Bertolino,   L’eva dël temp – L’acqua del tempo , puntoacapo editore 2025 e l’ultimo saggio divulgativo del fisico Carlo Rovelli,   Sull’eguaglianza di tutte le cose. Lezioni americane , Adelphi editore 2025. Due libri apparentemente agli antipodi, che pure si illuminano a vicenda, oserei dire si completano a vicenda, e che soprattutto sono, entrambi, profondamente arricchenti per il lettore. Il libro di Rovelli va ad aggiungersi come ultimo anello (per ora) alla preziosa collana di testi con cui lo scienziato mette a disposizione dei non-scienziati i risultati delle ricerche sue e dei suoi colleghi, illustrando per così dire lo “stato dell’arte”, facendo il punto della situazione delle nostre conoscenze fisiche “qui ed ora”, con grandissima umiltà e con la massima disponibilità, la massima apertura ad accogliere i passi avanti, le ulteriori scoperte c...

Christmas Party

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Si legge “Christmas party”, si traduce: calore, amicizia, musica, storia, bellezza… Per la prima volta in vent’anni di esistenza, grazie allo spirito di iniziativa della vulcanica Presidente Margherita Biasiato e alla collaborazione di tutto il Consiglio Direttivo, gli Amici dell’Academia hanno avuto un momento tutto per loro per scambiarsi gli auguri di Natale, sabato scorso a Piazza, nel signorile Palazzo Fauzone di Montaldo, e tantissimi ne hanno approfittato. Il coinvolgente pomeriggio si è aperto con il discorso della Presidente, che ha ricordato l’alto numero di iscritti all’Associazione e l’orgoglio di vederne il logo sulle locandine e i programmi di sala del "Ciro", l’opera di A. Scarlatti messa in scena a Firenze dall’Academia Montis Regalis e trasmessa su Sky Classica con grande successo. A seguire il brindisi natalizio con panettone alle castagne, pandoro e biscotti della “Antica Bottega Dolce” di Viola e la consegna di un tanto inatteso quanto graditissimo riconos...