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Casa Buddenbrook

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Ricorrono quest’anno i 125 anni dalla pubblicazione dei   Buddenbrook , il romanzo d’esordio di Thomas Mann (Lubecca, 6 giugno1875 – Kilchberg, presso Zurigo, 12 agosto 1955): per l’occasione, Margutte rilegge   I Buddenbrook   da una prospettiva obliqua, avendo come filo conduttore un particolare ambiente tra gli innumerevoli che in esso sono descritti, vale a dire le   case   dei Buddenbrook. Se il sottotitolo del romanzo nell’originale è “decadenza di una famiglia” ( Verfall einer Familie ), si può ben dire che tale declino sia plasticamente proiettato nella vicenda delle case che la ricca famiglia di commercianti di Lubecca, protagonista del romanzo, di volta in volta abita e abbandona. Il romanzo si apre con una festa sfavillante di candele e animazione, la festa per l’inaugurazione della casa,  l’ampia antica casa della Mengstraße, che la ditta “Johann Buddenbrook” aveva comperato negli ultimi tempi e che la famiglia abitava da non molto . Con questa ...

Il tempo e la bellezza, tra fisica e poesia

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Sulla mia scrivania si trovano in questo momento due libri diversissimi fra loro: l’ultima raccolta bilingue del poeta Remigio Bertolino,   L’eva dël temp – L’acqua del tempo , puntoacapo editore 2025 e l’ultimo saggio divulgativo del fisico Carlo Rovelli,   Sull’eguaglianza di tutte le cose. Lezioni americane , Adelphi editore 2025. Due libri apparentemente agli antipodi, che pure si illuminano a vicenda, oserei dire si completano a vicenda, e che soprattutto sono, entrambi, profondamente arricchenti per il lettore. Il libro di Rovelli va ad aggiungersi come ultimo anello (per ora) alla preziosa collana di testi con cui lo scienziato mette a disposizione dei non-scienziati i risultati delle ricerche sue e dei suoi colleghi, illustrando per così dire lo “stato dell’arte”, facendo il punto della situazione delle nostre conoscenze fisiche “qui ed ora”, con grandissima umiltà e con la massima disponibilità, la massima apertura ad accogliere i passi avanti, le ulteriori scoperte c...

Christmas Party

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Si legge “Christmas party”, si traduce: calore, amicizia, musica, storia, bellezza… Per la prima volta in vent’anni di esistenza, grazie allo spirito di iniziativa della vulcanica Presidente Margherita Biasiato e alla collaborazione di tutto il Consiglio Direttivo, gli Amici dell’Academia hanno avuto un momento tutto per loro per scambiarsi gli auguri di Natale, sabato scorso a Piazza, nel signorile Palazzo Fauzone di Montaldo, e tantissimi ne hanno approfittato. Il coinvolgente pomeriggio si è aperto con il discorso della Presidente, che ha ricordato l’alto numero di iscritti all’Associazione e l’orgoglio di vederne il logo sulle locandine e i programmi di sala del "Ciro", l’opera di A. Scarlatti messa in scena a Firenze dall’Academia Montis Regalis e trasmessa su Sky Classica con grande successo. A seguire il brindisi natalizio con panettone alle castagne, pandoro e biscotti della “Antica Bottega Dolce” di Viola e la consegna di un tanto inatteso quanto graditissimo riconos...

La Scuola delle Nazioni a Mondovì

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No, non è il nome di un nuovo organismo internazionale destinato a rintuzzare il crescente nazionalismo dei nostri giorni, deprecabile e insensata eredità ottocentesca, ma il titolo dello spumeggiante concerto barocco del   Nocturnalia Ensemble : violino Mojca Jerman, slovena; violoncello Pablo Tejedor Gutiérrez, spagnolo; clavicembalo Alex Mastichiadis, greco. In realtà il titolo completo è “Scuola delle Nazioni. Tartini e i suoi discepoli, da Pugnani a Stratico” – un titolo rigorosamente filologico ma insieme ‘autobiografico’ e ‘programmatico’. Il programma del concerto ruota infatti intorno alla mitica figura di Giuseppe Tartini, non solo straordinario violinista e compositore settecentesco, ma anche grandissimo teorico e maestro di musica. Nato a Pirano d’Istria (oggi in Slovenia, allora “terra di S. Marco”) nel 1692, fondò a Padova una scuola di violino che chiamò “Scuola delle Nazioni” ricollegandosi all’opera di François Couperin  Les Nations , che riuniva gli stil...

Risonanze senza tempo

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Domenica 16 novembre, a Mondovì Piazza, il Festival dei Giovani Musicisti Europei, organizzato dalla fondazione Academia Montis Regalis, ha proposto al pubblico di appassionati che affollava la sala il recital della giovanissima violinista Giulia Rimonda, una delle interpreti italiane più interessanti della sua generazione. Nata a Torino nel 2002, a quattro anni ha iniziato lo studio del violino con il padre, il violinista saluzzese Guido Rimonda. A diciassette si è diplomata con lode e menzione d’onore, studiando parallelamente con Pavel Berman all’Accademia Perosi di Biella, all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, all’Accademia Chigiana di Siena e all’Accademia Stauffer di Cremona con Salvatore Accardo. Da allora ha un carnet fittissimo di impegni, tra partecipazione a concorsi e masterclass prestigiosi (vincitrice nel 2022 del premio Roscini–Padalino della Fondazione Perugia Musica Classica e della borsa di studio Settimane del Teatro Olimpico di Vicenza, nel 2024 di qu...

Le strade della ghironda

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Prima di ascoltare questo CD bisogna guardare: guardare la grafica di Studioata e i fiabeschi disegni di Andrea Coppola. Sono carte da gioco sparse su un tavolo, tutte rovesciate tranne una che di volta in volta rappresenta strumenti musicali ( in primis   la ghironda) o personaggi legati a quelle musiche – suonatori di ghironda o di piva, ballerini o sposi, sacerdoti o imbonitori, poiane o pastori, Garibaldi con la ghironda o il ghirondista moderno Sergio Berardo con il suo cane. Suggeriscono una facile metafora: il CD è un mazzo di carte, che si possono girare una dopo l’altra ordinatamente o estrarre a caso, secondo l’estro del momento; le cinque canzoni-a-ballo di Berardo sono “carte speciali” come gli arcani maggiori dei tarocchi – ben mescolate alle altre carte, i pezzi solo strumentali, ma capaci di segnare la sorte, di tracciare la strada... Prima di ascoltare questo CD bisogna leggere: leggere i testi delle canzoni ovviamente, ma ancor prima leggere le quattro pagine che l...

Il giovane Montale e la magia della poesia

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Si aprano a caso gli   Ossi di seppia   di Eugenio Montale, nel centenario della pubblicazione della prima edizione presso l’editore Gobetti di Torino, e si ripeta tre volte tale operazione; si leggano e si rileggano accuratamente i tre testi così “emersi”:   Quasi una fantasia, Il canneto rispunta i suoi cimelli,   Casa sul mare : dal dialogo che i tre testi intrecceranno fra di loro, dai richiami e dai rimandi reciproci si sprigionerà come per incantesimo tutta la magia della (sua) poesia. È il primo testo,  Quasi una fantasia , a evocare “un giorno di incantesimo” e a definire il poeta un “incosciente mago” gravido “da gran tempo” di una “forza” misteriosa, quella della poesia. Costruita come una “fantasia” musicale, la lirica, che appartiene alla prima sezione della raccolta, si apre con un preludio che enuncia un “presentimento” legato a un silenzio anomalo (vv.7-9), condizione indispensabile per l’epifania di una realtà altra, da cui sgorga la poesia. Le t...