Lo sguardo apocalittico di Silvia Rosa
Abbiamo fatto una magia – guarda ”; “La progressione del grigio è compiuta – guarda ”. L’ultima raccolta poetica di Silvia Rosa ( Tutta la terra che ci resta , Vydia editore 2022) si apre e si chiude con la ripetizione dell’imperativo guarda , in corsivo, rivolto al lettore come un’esortazione e un avvertimento: quelle che tiene fra le mani non sono liriche “tradizionali”, ma piuttosto fotografie realizzate con le parole. Sembra impossibile “fotografare con le parole”, dato che la poesia – come la musica – è un’arte essenzialmente temporale, mentre la fotografia – come la pittura – ha natura meramente spaziale, eppure Silvia Rosa è uscita fulgidamente vittoriosa dall’ardua sfida che si era posta, ha costruito la sua silloge poetica come se fosse un album fotografico in bianco e nero, riducendo al minimo nei suoi testi la dimensione temporale e la presenza dell’io: ha utilizzato verbi per lo più al presente e in prima persona plurale, nell’intento appunto di “fotografare” con le...