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A cent'anni dalla nascita di Lidia Beccaria Rolfi, a ottant'anni dalla Liberazione

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«Un romanzo. Una testimonianza. Una storia privata. Un momento cruciale del destino e della memoria collettiva di una generazione. Una voce da salvare: la guerra e la pace raccontate da una donna.» Così nella quarta di copertina viene presentato   L’esile filo della memoria   – in modo un po’ bizzarro, direi. Perché questo non è un romanzo, ma appunto una testimonianza. Testimonianza non di una storia privata, ma appunto di un momento – orribile, più che cruciale – della memoria collettiva non già di una generazione, ma di tutti noi Europei. Che continua a interpellarci: «Che cosa avrei fatto io, se fossi vissuta in quegli anni? Sarei stata vittima o carnefice, o complice dei carnefici? Avrei avuto la forza e il coraggio di Lidia, di fare la staffetta partigiana prima, e poi di sopravvivere a Ravensbrück, di ritornare in Italia, di avere un marito, un figlio, un lavoro – insomma, una vita “normale”, dopo aver vissuto l’esperienza disumana del Lager?». Dopo aver pubblicato insi...

"Con il massimo rigore e il minimo ingombro": "Il sistema periodico" di Primo Levi

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Un narratore che sia anche uno scienziato ha una marcia in più, e non solo perché la scienza (la chimica nel caso di Levi), gli fornisce «un patrimonio immenso di metafore […] che chi non abbia frequentato il laboratorio e la fabbrica conosce solo approssimativamente» [P. Levi,  L’altrui mestiere , in  Opere II , a cura di M. Belpoliti, 1997]: è la mentalità dello scienziato, la sua curiosità e il gusto di indagare, l’amore per l’esattezza e la precisione a dare alle sue opere letterarie un sapore inconfondibile, fatto di concretezza, originalità e profondità. Nello stesso tempo, il talento del narratore è all’opera nel selezionare, tagliare e montare storie e parole, ideare la struttura del libro, infondervi ritmo e tensione vitale grazie a  incipit  apparentemente dimessi, ma in realtà perentori, enigmatici e intriganti, come «Una circolare ciclostilata, di norma, si getta nel cestino senza leggerla» o «A fare il SAC (Servizio Assistenza Clienti) non  si può m...