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Come se Luigi Santucci...

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Come se Luigi Santucci fosse Thomas Mann… È impossibile infatti non accostare il romanzo  Come se  di Santucci (Mondadori, 1973) a  La montagna magica  di Mann (1924), di cui rappresenta una traduzione-riduzione-adattamento a un’altra lingua, a un altro tempo – una riscrittura su scala minore, la trascrizione per violino di una grandiosa sinfonia. La polifonia viene mantenuta, ma il numero delle voci – dei personaggi – è drasticamente ridotto, così come quello dei temi e delle pagine, come lo spessore e la complessità del romanzo. Rimane il fascino legato alla montagna, alla musica e… all’omaggio al grande scrittore tedesco – che non può essere casuale. Come se , ambientato negli anni 1935/36, si apre e si chiude su una situazione estrema, liminare tra vita e morte: un uomo, un famoso compositore, è caduto in alta montagna, in un “cucchiaio di neve” e viene salvato dal suo cane, all’inizio; alla fine, quell’uomo torna in montagna con quel cane, a cercare lo stesso “c...

Letteratura e musica in Thomas Mann

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Thomas Mann è lo scrittore più legato alla musica che ci sia al mondo: senza la musica, senza il suo complesso e profondissimo rapporto con la musica, Mann non sarebbe lo scrittore che è, o meglio: non esisterebbe proprio, come scrittore – questo sostiene il prof. Hans-Joachim Hinrichsen, dell’Università di Zurigo, commentando una conversazione di Mann alla radio bavarese del 1954. In effetti il grande scrittore tedesco, nato a Lubecca nel 1875, premio Nobel per la Letteratura nel 1929, che da giovane suonava il violino con un certo talento e improvvisava al piano, di musica parla in tantissime opere, evocandone la forza attrattiva (malsana? morbosa?): a partire dal suo primo romanzo,  I Buddenbrook .  Decadenza di una famiglia  (1901) e dai tanti racconti quali  Il   pagliaccio  (1898),  Tristano  (1903),  Sangue  Welsungo  (1905-1922), per arrivare ai due romanzi filosofici,  La montagna magica  (1924) e  Doctor Fau...

"Lübeck, fremde Heimat": Thomas Mann e Lubecca

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  “Lubecca, patria straniera”: la scritta campeggia al di sopra della foto che ritrae lo scrittore lubecchese Thomas Mann con la moglie, nel 1953, davanti alle rovine della casa in cui ha ambientato molte pagine del suo primo, celeberrimo romanzo,   I Buddenbrook. Decadenza di una famiglia . Siamo a Lubecca, nel museo Buddenbrookhaus, aperto agli inizi degli anni ’90 per ricordare la famiglia Mann, una straordinaria famiglia di scrittori, e in particolare il premio Nobel per la letteratura Thomas. Il pannello, l’ultimo della sezione “Congedi” della mostra permanente dedicata alle vicende biografiche di Thomas Mann e dei suoi, spiega il dolore, il disorientamento, lo straniamento provato dai Mann quando, dopo la guerra  e l’esilio negli Stati Uniti, tornarono in una Germania distrutta, che non era più la loro patria: il figlio Klaus confessa di aver trovato una realtà peggiore delle sue peggiori aspettative, e il padre afferma che la cosa più spaventosa di quella Germania ...