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Il grande repertorio barocco europeo a Mondovì, grazie all'Academia Montis Regalis

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Un concerto di musica antica, come quelli dell’Academia Montis Regalis (questa volta diretta da Fabio Bonizzoni), è sempre un concentrato di storia della musica europea: in questo caso, della musica barocca d’Oltralpe, tra Germania, Francia e Gran Bretagna, rappresentate rispettivamente da Bach, Muffat e Purcell. Apre il concerto la suite bachiana in sol minore BWV 1070, che gli esperti in realtà attribuiscono al figlio maggiore di Johann Sebastian, Wilhelm Friedemann: in effetti, in tutti i movimenti ci sono elementi – quali sospiri a eco, imponenza tumultuosa, dolcezza inquieta, impazienza di liberarsi delle pastoie della polifonia, che mal si addicono al cantor di Lipsia… Del secondo autore in programma, Georg Muffat, la ciacona dal concerto grosso Propitia Sydera è un rincorrersi di onde verso la spiaggia o di uccelli in volo nel bosco; ad ogni ritorno dei vari temi si spalancano panorami sempre diversi, in un intreccio di masse sonore che si scambiano continuamente di posto; l...

Risonanze senza tempo

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Domenica 16 novembre, a Mondovì Piazza, il Festival dei Giovani Musicisti Europei, organizzato dalla fondazione Academia Montis Regalis, ha proposto al pubblico di appassionati che affollava la sala il recital della giovanissima violinista Giulia Rimonda, una delle interpreti italiane più interessanti della sua generazione. Nata a Torino nel 2002, a quattro anni ha iniziato lo studio del violino con il padre, il violinista saluzzese Guido Rimonda. A diciassette si è diplomata con lode e menzione d’onore, studiando parallelamente con Pavel Berman all’Accademia Perosi di Biella, all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, all’Accademia Chigiana di Siena e all’Accademia Stauffer di Cremona con Salvatore Accardo. Da allora ha un carnet fittissimo di impegni, tra partecipazione a concorsi e masterclass prestigiosi (vincitrice nel 2022 del premio Roscini–Padalino della Fondazione Perugia Musica Classica e della borsa di studio Settimane del Teatro Olimpico di Vicenza, nel 2024 di qu...

Nel nome dei Bach

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Come in letteratura, anche in musica il confronto fra autori “minori” e “maggiori” permette di comprendere meglio le ragioni della grandezza, e di riuscire almeno a intravedere in che cosa consista il valore artistico, se non altro per differenza: sia in letteratura che in musica, infatti, i “mattoni” con cui si costruisce un capolavoro sono gli stessi che vengono impiegati per componimenti gradevoli ma non particolarmente originali, e non destinati a durare nel tempo. È quanto è stato reso possibile dal programma del concerto  Dinastie musicali  tenutosi sabato 4 maggio a Mondovì Piazza nell’ambito della stagione “Mondovì musica”: un programma molto interessante, che proponeva dapprima l’Ouverture n.2 in sol maggiore di un cugino più anziano di Johann Sebastian, Johann Bernhard Bach, la sinfonia in fa maggiore F67 di Wilhelm Friedemann, figlio maggiore del Bach “maggiore”, e il concerto in fa minore per clavicembalo di Jiří Antonín Benda, un giovane musicista boemo molto ammi...

Essere e non essere Bach

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“Un Bach che non avete mai visto” è il sottotitolo della terza edizione del Festival “Back TO Bach” che ha fatto tappa anche a Mondovì, lunedì 20 novembre, con un concerto del Maghini Consort cui ha partecipato anche il Coro delle Voci Bianche e Coro Giovanile della Scuola Comunale di Musica di Mondovì. In programma “Bach trascrittore”, cioè un Bach che è e non è Bach – come spiega il maestro Chiavazza, direttore artistico del Festival e direttore del Maghini Consort, introducendo la serata, che propone il salmo 51, BWV 1083, tratto dallo Stabat Mater di Pergolesi e la Missa brevis in do minore di Durante - Bach. La trascrizione musicale di Bach è una vera e propria ricreazione dei capolavori dei due compositori italiani: nel caso dello Stabat Mater , Bach non solo sostituisce il testo della preghiera di Jacopone da Todi musicata da Pergolesi con il testo tedesco del Miserere , ma interviene anche sulla partitura, cambiando le voci soliste e la viola; anche di fronte alla messa di Du...

Grandezze e meraviglie del Festival "Armoniche Fantasie" 2016

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La XXII edizione di “Armoniche Fantasie”, il Festival di Musica Antica dell’Academia Montis Regalis, si è aperta con il concerto “Grandezze e meraviglie del Barocco in Europa”, tenuto dagli allievi della Masterclass di Violino barocco e Musica da camera sotto la guida della violinista Olivia Centurioni. I brani eseguiti si collocavano cronologicamente nel cuore del Barocco, che convenzionalmente in musica copre un arco di 150 anni, dal 1600 al 1750: intorno al 1650 ruotavano le “meraviglie” di autori italiani oggi pressoché sconosciuti, come Cazzati, Falconiero, Uccellini, Marini e Merula; le “grandezze”, rappresentate da Bach e Vivaldi, illuminavano i primi due decenni del 1700, portando a maturazione e compimento le precedenti sperimentazioni. Meraviglia  nel ’600 è infatti il comun denominatore delle arti, dalla letteratura all’architettura alla musica. In un mondo che le scoperte scientifiche avevano radicalmente sovvertito, scalzando la Terra dalla sua immobile, tolemaica cent...

Le infinite vie della musica barocca

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Viaggi in Europa, affari di famiglia e infine l’approdo al grande repertorio strumentale italiano: questo l’itinerario percorso dai “Giovani dell’Academia Montis Regalis” e dagli ascoltatori dei tre concerti di marzo, aprile e maggio 2016, sotto la guida di tre diversi direttori d’orchestra: rispettivamente la violinista Olivia Centurioni, la violoncellista Ophélie Gaillard e il violinista Thibault Noally. La prima tappa, dedicata al musicista alsaziano Georg Muffat, lo segue nella sua formazione musicale. Inizia da Parigi, proponendo alcune arie e danze dal “Bourgeois Gentilhomme” del suo maestro Lully (dolcissima la ciaccona aperta dal pizzicato dei bassi), e poi la suite in re minore n.3 di Muffat stesso: si sente l’influenza del maestro, ma la musica dell’allievo ha una struttura più robusta, un più marcato chiaroscuro  soli/tutti . Sulla via verso l’Italia, Muffat fa tappa a Salisburgo, rappresentata dalla musica del compositore austriaco di origine boema Heinrich Ignaz von Bi...

Il potere dell'interpretazione

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È la notte più lunga dell’anno. Nella chiesa barocca della Missione, a Mondovì Piazza, un buon numero di monregalesi attende l’inizio del tradizionale concerto di Natale: un “concerto di concerti” il cui programma è un omaggio al genere del concerto solistico italiano, una delle creazioni più alte del barocco musicale; Bach e Vivaldi gli autori, forse un po’ scontati – a garanzia di una serata gradevolmente tradizionale e rassicurante. Invece, quando i musicisti dell’Academia Montis Regalis, sotto la trascinante guida di un solista di fama mondiale, il violinista Giuliano Carmignola, attaccano il primo tempo del Concerto in la minore BWV 1041 di Bach, le aspettative degli ascoltatori saltano una dopo l’altra, esposti come sono alla vertigine del Sublime. Il tema iniziale, verticale e grandioso come una cattedrale, passa dal  tutti  al solista in un vortice di spirali ritmiche e armoniche di lancinante intensità. L’ andante  centrale cerca, con la sua indicibile dolcezza, ...