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L'eredità di Sándor -2

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La seconda parte della mia trattazione è dedicata ai due romanzi principali di Márai,   Braci   e   La recita di Bolzano .   La recita di Bolzano A mio avviso il capolavoro assoluto di Márai è il suo romanzo più romanzesco, il suo romanzo storico,  La recita di Bolzano . Certo Márai rifiuterebbe l’etichetta di “romanzo storico” per quest’opera: perché se è vero che è ambientata nel 1756 e ha per protagonista un personaggio storico, Giacomo Casanova, è anche vero che – come spiega l’autore stesso nella sua  Avvertenza  al lettore –  «dalle famigerate  Memorie  (l’autobiografia di Casanova, n.d.r.) non ho preso a prestito nulla più che il momento e le circostanze dell’evasione (dai Piombi di Venezia, n.d.r.). Per il resto, tutto quello che il lettore troverà in questo romanzo è fiaba e frutto di invenzione». Invenzione, certo, dal punto di vista della Storia – ma come a noi italiani ha insegnato Manzoni, l’invenzione dell’arte, della poesi...

L'eredità di Sándor -1

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Se c’è uno “spazio” dove l’Europa unita già esiste, da secoli, questo è la letteratura: nella letteratura europea, la diversità delle lingue è un mero accidente, mentre unitari sono – dal Medioevo in poi -  temi, strutture, motivi ricorrenti.  E questo è vero non solo per quanto riguarda la letteratura della cosiddetta Europa Occidentale – non solo nei romanzi inglesi o francesi o tedeschi circola “un’aria di famiglia”: se si legge un libro “orientale” – polacco, o russo o ungherese che sia, si ritrovano le stesse situazioni, le stesse riflessioni, gli stessi valori, e   Sándor Márai  ne è la riprova: scrittore ungherese per nascita e per scelta linguistica, è stato di fatto cittadino d’Europa e del mondo, in parte sì per necessità storica, diciamo per cause di forza maggiore, in parte e forse soprattutto per “vocazione”, o meglio per un suo profondo bisogno interiore: perché anche Márai – come il conte Morstin, il protagonista di una novella di Joseph Roth ...